Viva Princi

Il primo giorno di mare è come una rinascita. Va assaporato, possibilmente in solitudine. Ho bisogno di stare qui al sole, aspettando che mi scaldi le ossa come a sciogliere il gelo dell’inverno. A riportare energia.
La Maremma mi somiglia. È apparentemente rude e anaccogliente. Sta sulle sue, è aspra. Non ti avvolge con la bellezza classica delle isole, è lontana dalla movida chiassosa e un po’ retrò della Versilia, quanto dai kaftani chic delle Cinque Terre.

Qui vengo a ricercare la mia pace, non solo nel primo giorno di sole. La Maremma il 30 di marzo è per chi vuole il silenzio. A parte qualche gruppo in gita fuori porta da scansare come la peste, per il resto sono pescatori che si dedicano all’attesa, coppiette ai primi amori, camminatori solitari con cani che sguazzano. Qui si viene per il silenzio. Interrotto solo dal risciacquare lento della risacca, avanti e indietro senza sosta.

La spiaggia che non è stata ancora pulita è una distesa di tronchi levigati, qua e là montati da mani volenterose e fantasie creative in capannucce che resteranno tutta la stagione a dare riparo agli amanti della libertà.
Guardo il mare. Banalmente. Ascolto il rumore della risacca e la brezza lieve che si affaccia appena al bordo delle mie orecchie. Guardo il mare scintillante. Sì, scintillante – mai espressione poetica è stata più azzeccata – sotto il riverbero del sole.

Vele bianche punteggiano l’orizzonte. Ne seguo una venire avanti piano, lentamente eppure senza fermarsi mai. La vela è fatta per chi ha pazienza e non rincorre la fretta. Per questo forse la amo, per contrappasso. Guardo la vela bianca avanzare dolcemente laggiù, raccogliendo ogni soffio di questo vento leggero e sogno due vite, quella che non ho più e quella che vorrei avere.

Mi addormento sulla sabbia tiepida e non ancora bollente. Assaporo il silenzio, il profumo, il salmastro che già inizia a intrigarmi i capelli. Rinasco dal gelo dell’inverno.

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