La mia dignità per un gatto

(no, non è un post sui gatti. o meglio, non è solo un post sui gatti. il gatto mi serve solo per guadagnare traffico e like: lo sanno tutti che i gatti sono il miglior amico dei social network).

il vero titolo doveva essere: Voglio soffocare il Salvini che è in me

C’è una pasticceria, sulla strada che faccio in bici per andare da casa in redazione. Me l’hanno fatta scoprire i colleghi pochi giorni dopo il mio arrivo e, incidentalmente, è una delle migliori della città. E io devo passarci davanti. Così, quasi ogni mattina, parcheggio lì la mia potente bicicletta retrò ed entro per iniziare la giornata con pasta e caffè.  

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Il Palio oltre la corsa e il peso delle parole

Lo so. Mi sto inerpicando su una parete scivolosissima ad alto rischio di sfracellarmi. Però, a mente fredda, vale la pena fare un paio di riflessioni. Che prescindono dalla vittoria strepitosa della Torre, dalla conferma di Andrea Mari come uomo e professionista maturo, dalla diatriba scatenata dell’affare Nicchio-Montone e anche, infine ma non meno importante, dall’assedio mediatico e pseudo animalista, partito con l’incidente a Periclea e sublimatosi con il delirio da social network che si sta consumando intorno alla presunta manifestazione in programma in Piazza del Campo il 16 agosto alle 4 del pomeriggio (sic!).

Chiariamoci. Non ci sarà alcuna manifestazione animalista. La questione è da annoverare nella semplice ricerca del quarto d’ora di celebrità di warholiana memoria, astutamente gestita da chi spera di farsi luce coi riflettori altrui. Non è mia intenzione dare altro risalto a chi ne ha, a mio modesto parere, fin troppo. Inoltre, banalmente, il questore e il prefetto non autorizzeranno questa né altre manifestazioni simili per un semplice motivo di ordine pubblico: gestire con serenità e con giudizio una manifestazione complessa e affollata come il Palio di Siena necessita, di per sé, di forze ed energie che non possono essere disperse in altri rivoli. Quindi, capitolo chiuso.

La cosa su cui riflettere è, a mio parere, un’altra. Ed è squisitamente mediatica. Il problema del Palio – se problema possiamo definirlo – è solo di comunicazione.

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La giornata storica che non abbiamo capito

ovvero, considerazioni a margine dell’assemblea del Monte dei Paschi.

Lontani i tempi della difesa strenua del tetto del 4% o della battaglia tra Antonella Mansi e Alessandro Profumo sulla calendarizzazione dell’aumento di capitale (dimostratosi poi insufficiente), l’auditorium della banca Monte dei Paschi in Viale Mazzini ha tanti posti vuoti. Non è una di quelle occasioni da tutto esaurito, anche se muove il solito giro – tutta la stampa economica nazionale in primis e qualche politico che cala su Siena, per prendere un po’ di luce da riversare sulla propria campagna elettorale.

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Davide (al telefono) contro Golia

ovvero una piccola storia di quotidiani disservizi, perpetrati da una grande azienda nei confronti di un piccolissimo consumatore che niente può, se non lamentarsi a oltranza.

Io sono una tignosa. Proprio di quelle antipatiche. Che se si mettono in testa una cosa, è veramente dura che la lascino andare. Dunque, siccome ho raccontato questa storia a decine di operatori del call center della Windsì, si parla della Wind non di un’azienda anonima – a questo punto la metto nero su bianco. Così la prossima volta che telefonerò al call center perché nessuno sarà ancora stato in grado di risolvermi il problema, invece di dover rispiegare da capo tutto quanto gli dirò di venirselo a leggere con calma, che io intanto attendo in linea.

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La donna che vorrei essere

Mia mamma la amava, Oriana Fallaci. O meglio, l’ha amata prima dell’11 settembre, prima de “La rabbia e l’orgoglio” da cui, diceva, si sentiva tradita. Credo l’amasse come donna libera. Come donna che era andata nel mondo senza piegarsi ai compromessi e alle regole imposte, come donna forte in un mondo di uomini, come donna capace di passioni enormi su cui nemmeno lei aveva il controllo. Credo, non ne abbiamo mai parlato davvero. Prima ero troppo giovane, mi limitavo a vedere tutti quei libri su un’unica mensola dello studio. Poi, lei era troppo arrabbiata con Oriana e io forse ancora troppo giovane o troppo distratta.

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