La seta senza la poesia

Per molti anni non mi sono persa il momento della presentazione del Drappellone. Non solo perché è quel momento che, in un certo senso formale e ufficiale, dà il via alle ‘danze’ del Palio, ma anche perché c’è sempre stato in me un qualche interesse estetico, una volontà di capire – o meglio di scoprire – come l’artista di turno avesse interpretato, compreso, trasposto in colori tutte le emozioni e i significati racchiusi in questa festa antica. Se avesse interpretato e compreso abbastanza da trasporre in colori tutto quello che sta dietro quel drappo di seta.

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Testimone (non) oculare

Ieri sera mi hanno spedito a seguire l’evento organizzato dall’Università di Siena con Pif, il ‘testimone’ divenuto regista e arrivato in città per parlare della sua opera prima – “La mafia uccide solo d’estate” – oltre che di legalità in senso più allargato. Conferenza in aula magna a Giurisprudenza/Scienze Politiche, poi tre proiezioni al cinema Nuova Pendola che d’altronde è praticamente l’ultimo cinema rimasto a Siena e forse ‘degno’ di questo nome (forse).

Deve essere stata una grande serata, ma non saprei dirvi. Perché purtroppo non ho visto un tubo. Prima ho aspettato – insieme ad altri colleghi – il protagonista che avrebbe dovuto “incontrare la stampa” come si dice in gergo. Ha tardato, è stato trattenuto lungo il percorso da foto e strette di mano che manco Obama, poi si è infilato nella stanzetta con noi. Una domanda a testa, ma non è toccata a tutti, forse in tutto quindici minuti e poi “scusate, dobbiamo andare, là fuori ci sono 400 ragazzi che stanno lessando” (il preside dixit).

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Viva Princi

Il primo giorno di mare è come una rinascita. Va assaporato, possibilmente in solitudine. Ho bisogno di stare qui al sole, aspettando che mi scaldi le ossa come a sciogliere il gelo dell’inverno. A riportare energia.
La Maremma mi somiglia. È apparentemente rude e anaccogliente. Sta sulle sue, è aspra. Non ti avvolge con la bellezza classica delle isole, è lontana dalla movida chiassosa e un po’ retrò della Versilia, quanto dai kaftani chic delle Cinque Terre.

Qui vengo a ricercare la mia pace, non solo nel primo giorno di sole. La Maremma il 30 di marzo è per chi vuole il silenzio. A parte qualche gruppo in gita fuori porta da scansare come la peste, per il resto sono pescatori che si dedicano all’attesa, coppiette ai primi amori, camminatori solitari con cani che sguazzano. Qui si viene per il silenzio. Interrotto solo dal risciacquare lento della risacca, avanti e indietro senza sosta.

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Della provocazione

Non credevo di scatenare tutte queste reazioni (sui social, che ormai è lì che si sviluppa, con tutti i limiti dati dal mezzo, il dibattito). Ne sono felice, anche di quelle stizzite, arrabbiate, offese o critiche. Anche di chi dice ‘queste parole non significano niente‘, perché va bene. Vuol dire che si sono spesi cinque minuti del proprio tempo a leggerle ma, soprattutto, a parlare, riflettere, commentare lo stato della cultura a Siena. Questo era l’intento. Non di fare “di tutta l’erba un fascio“, non di dare lezioni al “popolo ignorante“, non di chiudersi nella torre d’avorio da dove guardare con compassione chi sta sotto e fuori.

Provocazione. Dal dizionario: “Atto, comportamento, parola o discorso offensivo o di sfida, che mira a irritare e a provocare una reazione violenta degli altri; con valore attenuato, stimolo intellettuale, invito a riflettere“. Ecco, più la seconda della prima, ché delle reazioni violente ne facciamo tutti volentieri a meno.

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Censori della zumba, dove siete?

Ieri sera, quando ho varcato la soglia del Santa Maria della Scala, erano poco più delle nove. Lo scenario era un filino spettrale: tutto semi buio e deserto, compresa la piazza fuori, il tragitto ‘obbligato’ che mi ha portato fino alla Sala San Pio. Ero lì per vedere uno spettacolo del festival Teatropia organizzato dai Topi Dalmata; uno spettacolo sulla legalità e, in particolare, sulla trattativa Stato-mafia. Non un tema leggerino da venerdì sera, mi direte, ed è pure vero, ma che diamine non siamo nati solo per prendere aperitivi!

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