T2: e noi, abbiamo scelto la vita?

Commemorazione? Non è commemorazione, è nostalgia. Sei venuto in vacanza nel tuo passato“. Non sarà proprio così, la battuta; può darsi, sto andando a memoria, e ricomincerei a vederlo da capo, T2:Trainspotting. Lo aspettavo in gloria, la nostra generazione tutta, credo, lo aspettava in gloria. È arrivato, me lo sono bevuto da sola in un cinema pressoché vuoto, circondata da pochi ragazzi che quando è uscito Trainspotting probabilmente andavano alle elementari. Non possono capirlo, loro. Forse non possono capirlo nemmeno i critici che, infatti, non mi pare abbiano steso ponti d’oro. I sequel fanno sempre male, si fanno sempre male, funziona così.

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Karma, quest’anno voglio comandare io

Bilanci e buoni propositi sono due delle cose che mi riescono peggio in assoluto nell’ampio spettro delle capacità umane. Finisce di solito con una lunga lista di rimpianti che mi avvelenano il cuore e una altrettanto lunga lista di “vorrei che so bene di non saper mantenere. Non ne faccio di niente, dunque. Però penso.

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Vita e paura nei chiaroscuri di Brussels

La luce di Brussels è rapida e mutevole. Può cambiare in un attimo e senza preavviso, la grandine arriva violenta a tagliarti il viso laddove un attimo prima c’era il sole, senza lasciarti il tempo di cercare riparo. In questo fine aprile che ha il sapore freddo dell’inverno, il vento del nord spazza il cielo all’improvviso, alternandone i colori e accentuando i contorni della città. La luce di Brussels abbaglia e, insieme, ferisce; disegna una capitale in cui i contrasti convivono, la storia e il contemporaneo, l’arte e la politica e, oggi, la vita e la paura. Convivono e si alternano.

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Sociologia del Capodanno (silenzioso)

Il 31 dicembre ho scelto una cena con amici, a casa mia. Abbiamo fatto un lungo aperitivo, mangiato con calma, pure troppa: quando è arrivato il momento del brindisi al nuovo anno, noi dovevamo ancora mettere in tavola il secondo; abbiamo bevuto buon vino e chiuso la nottata giocando a stupidi giochi anni Novanta, con regole modificate al momento per nostro uso e consumo. Ci siamo presi in giro, accapigliati in nome di un mal celato agonismo. Abbiamo fatto tardi, ascoltato musica, riso, bevuto, brindato, chiacchierato.

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È sempre estate

Non avevamo i cellulari. Forse ‘solo’ questo ci distingueva dagli adolescenti di oggi. Erano gli anni Novanta e noi eravamo un piccolo clan, ragazzini che arrivavano ogni anno, sempre nello stesso modo, puntuali da diversi angoli dell’Italia fino a qui, al nostro mare. Principina è un grappolo di case proprio nel cuore della Maremma, già immerso nella pineta al confine con il parco dell’Uccellina. È stato il parco, con le sue regole rigide, a salvarla dallo sviluppo turistico, a bloccare l’edilizia, poche case, tutte basse affinché i tetti restassero sotto le chiome dei pini, un solo viale che la taglia al centro su cui si affaccia qualche sparuta bottega, rimasta ferma a una cartolina degli anni Sessanta.
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