Per i tuoi occhi, Giulia

Cara Giulia,

scrivo a te. Che hai il mio nome e che, con i tuoi pochi anni, potresti essere mia figlia.
Scrivo a te, che mi hai fatto piangere mentre ti guardavo, col pigiama impolverato e la coda di cavallo, attonita, impietrita, abbracciata al vigile del fuoco che ti ha tirato fuori, viva, da sotto le macerie di casa tua, aggrappata a lui ma senza forza, senza vigore, con quei piedini abbandonati, lo sguardo perduto, la bocca serrata.

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