I confini della Festa

Dopo il primo giorno di vero caldo, i mattoni della città vecchia già ribollono nelle ore notturne. L’aria è pesante eppure già frizza, si sente che si avvicina il momento della Festa, che siamo pronti a mollare gli argini, a rinnovare il nostro rito, a ributtarci nella mischia abbandonando la ragione, anche solo per qualche giorno. È come il rumore della battaglia, lo senti arrivare da lontano, lo senti incedere passo dopo passo, avvicinarsi ora dopo ora, sai che è inevitabile, che il momento si avvicina, che non puoi fuggire. Che non vuoi fuggire.

Continua a leggere

La libertà di lasciarti

Tutte noi da ragazzine ci mettiamo almeno una volta con un tipo ‘strano’. Uno di quelli che ci serve – o almeno così ci pare – per dimostrare la nostra ribellione nei confronti del potere costituito. Ovvero per sentirci ganze e diverse rispetto ai nostri genitori, alle nostre amiche, alla “società che ci giudica”. È (quasi) una tappa obbligata e solitamente dura poco, non tanto perché il tipo in questione sia ‘strano’ in qualche modo malato o pericoloso, ma semplicemente perché ci accorgiamo in fretta che, al di là della sua ipotetica ‘stranezza’, in lui troviamo poco o niente. Vabbè, anche io da ragazzina mi sono messa con un tipo ‘strano’. E chiaramente è durata poco.

Continua a leggere