Una storia #somethingdifferent

Something different. Qualcosa di diverso. Con queste parole coach Marco Crespi ha portato la Mens Sana dove è arrivata stasera. Con queste parole ha lanciato, mesi fa, la sua sfida. Con queste parole ha motivato i suoi giocatori e ha riunito il ‘suo’ popolo, il popolo biancoverde. Li ha gasati, li ha spinti, li ha sostenuti, li ha convinti, fino a farli fondere insieme, giocatori e tifosi, in un unico grande cuore che batteva all’unisono. Gli uni in campo, gli altri sugli spalti, tutti insieme sulla Rete, nei messaggi scambiati a colpi di tweet. Something different, qualcosa di diverso. Ecco la Mens Sana di oggi, di questi mesi arrivati fino ad oggi.

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Squallida operazione di automarketing

Siccome io scrivo di cultura e anche di Siena e di varie altre cose che mi passano per la mente, ma purtroppo ho sempre troppo poco tempo e tante idee ma confuse... insomma, facciamola breve. Anche quest’anno a grande richiesta (non è vero, ma suonava bene) ho scritto un post sul Palio; il Palio di seta, quello inteso come opera d’arte e dal punto di vista culturale, non sul Palio tout court.

Insomma, anche quest’anno l’ho scritto, ma visto che nel frattempo è nato un l’altro blog della cui redazione faccio indiscutibilmente parte (sono un’impicciona, che volete…), ecco quest’anno il post sul Palio-come-opera-d’arte è finito sull’altro blog che parla per l’appunto di cultura e di arte.

Se lo volete leggere, lo trovate qui.

Antropologia della spiaggia

Mare. Ci sono. Stanotte mi ha accolto il silenzio della pineta, e pure stamani, interrotto solo da qualche cicala solitaria. Giugno, le scuole appena finite ma con gli esami ancora in corso, la crisi economica o chissà che altro mi permettono di arrivare sulla spiaggia quasi a mezzogiorno ma accaparrarmi comunque il mio ombrellone in prima fila. Niente e nessuno, solo la sabbia, tra me e l’acqua. C’è poca gente, in effetti. Qualcuno in più sulla spiaggia libera.

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