Dell’autocommiserazione e dell’autostima

Mi dice il mio amico, “è colpa del cambio di temperatura“. Mi dice, “finché non si stabilizza la temperatura, la gente non trova equilibrio”. Se lo dice lui che sta al pubblico tutti i giorni, io ci credo. Mi dice, “quando ci sono queste fasi, io mi faccio il segno della croce e penso che per qualche giorno starò in silenzio, aspettando che passi“. Mi rincuora. Almeno vuol dire che non sto diventando completamente matta. O almeno non più di quello che sono già.

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Tutti mi dicono…scandalo

Torno a bomba perché un amico mi ha fatto riflettere su una cosa: la home page di oggi pomeriggio del Corriere della Sera che per comodità vi mostro qui:

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La notizia proprio sotto la testata riguarda la Carige, Cassa di Risparmio di Genova coinvolta in uno scandalo finanziario: in pillole, il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Genova ha eseguito sette ordinanze di custodia cautelare nei confronti di esponenti di Carige a cominciare dall’ex presidente Giovanni Berneschi (vicepresidente dell’Abi) e dall’ex amministratore delegato di Carige Vita Ferdinando Menconi, entrambi agli arresti domiciliari (l’articolo per intero lo trovate qui).

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Mansi Uber Alles

Tutti aspettano lei, anche stavolta. Dopo essere stata la protagonista indiscussa dell’assemblea di fine dicembre – quella in cui si mise ‘di traverso’ ai progetti di Alessandro Profumo e strappò il rinvio dell’aumento di capitale – e dopo esser stata altrettanto ‘protagonista’, con la sua assenza, all’assemblea ordinaria di un mese fa (la notizia era che non fosse venuta), anche oggi Antonella Mansi ha tutti gli occhi puntati addosso.

Perché dopo quello che è stato definito ‘un passo indietro‘ – ovvero la sua indisponibilità ad accettare un altro mandato – quella odierna è l’ultima assemblea che la vede in viale Mazzini come presidente della Fondazione Monte dei Paschi. Così tutti aspettano lei, anche stavolta. C’è da dire che l’evento non solletica l’appetito nazionalpopolare, né si ammanta di palcoscenico come quello di un mese fa, quando era di scena Beppe Grillo il capocomico (e come andò lo potete leggere qui).

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In quel lago ci sono sono affogata anch’io

(avvertenza: post patetico e nostalgico. State alla larga se non siete nel mood).

Le Feriae Matricularum si amano o si odiano. Io le ho sempre amate. Sarà per i 33 giri con le canzoni delle vecchie operette che i miei hanno conservato come le cose sante e che io ascoltavo, da ragazzina, sul giradischi retrò. O per quei due goliardi gemelli – di babbo e mamma – che facevano bella mostra di sé su una mensola dello studio e che io andavo a sbirciare, invidiando quella possibilità che non mi era data. Due cose sole, d’altronde, invidio ai maschietti: poter entrare in Piazza monturati e poter fare le Feriae (per tutto il resto sono più che fiera di essere nata nell’altra metà del cielo!).
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