Una Zona fuori luogo

La libreria La Zona ha un profumo silenzioso e un po’ retrò. Ha il fascino antico di un luogo di pace e cultura, nascosta come è tra le viuzze dietro l’imponente basilica di Provenzano, celata da quegli scuri di legno verde e masiccio che Valentina mette e toglie, ogni giorno, ogni sera. Saranno quegli scuri – che la nascondono un po’, proteggendola dalla bruttezza del mondo – che le danno questo sapore di nicchia, di scrigno, di ‘tana’. Sembra uscita da un film francese, fresco e un po’ malinconico.

Anche Valentina sembra uscita da un film francese, così minuta e leggera eppure così determinata e tenace. Quando ha deciso di aprire una libreria le avranno dato della pazza, che con la cultura in Italia mica si mangia, lo dicono anche i ministri.

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Mala Tempora Currunt

Saranno contenti, finalmente, i senesi ‘puristi’: nel Drappellone ci sono i cavalli. E anche la Madonna e le bandiere e le impronte degli zoccoli sul tufo. La tradizione è salva.
Con buona pace dell’arte.

E’ stato applaudito, nel Cortile del Podestà, il Palio realizzato da Claudia Nerozzi, con un’accoglienza ben più calda di quella che Siena ha riservato – negli anni – a maestri di alto calibro. Ma non è in discussione, adesso, il valore – o l’assenza di valore – dell’opera in sé. Qui è in discussione, semmai, il valore della scelta che ha portato la città fino a oggi pomeriggio. O, per meglio dire, della catena delle scelte (scellerate), ché la responsabilità non ricade solo su uno.

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Voglia di rinascita

Volevo scrivere un post sulla vittoria della Mens Sana basket che, ieri sera, sul parquet del PalaTiziano di Roma ha conquistato l’ottavo scudetto della sua storia, il settimo consecutivo. Ma mi sono accorta che tutto quello che avevo da dire, lo avevo già detto. Questa mattina. Sull’edizione de La Nazione che è in edicola. Allora, eccezionalmente, lo riposto qui.

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